Mito o Leggenda aleggiano attorno a due geni Picasso e Vasari
Cerchiamo di rilassarci con la straordinaria vita di Picasso e Vasari che hanno lasciato dei segni tangibili nel firmamento dell'esistenza umana.
L'ultimo articolo ho messo in evidenza che il "Periodo Blu" è costellato da tante opere tra cui la " Stanza Azzurra ", L'evocazione conosciuto come il Funerale di Casagemas, rappresenta l'inizio di un personale, intimo simbolismo nella produzione artistica di Picasso, in cui una nuova forma plastica, statuaria e possente, e un'accezione al limite tra parodia e assimilazione dei grandi maestri che ricordano El Greco e Zurbaràn.
Picasso si concentrerà per molti anni su oggetti che contemplano la miseria dell'essere umano, la solitudine e la povertà della vita moderna.
La donna ritratta Al caffè o la Donna con braccia incrociate, preludono alla tragicità e al senso di morte che invadono la Bevitrice d'assenzio.
La semplicità e l'essenzialità della rappresentazione sono tratti fondamentali dei dipinti di questo periodo, uniti alla melanconia dello sguardo e dei gesti dei personaggi ritratti
Donna seduta col bambino, piuttosto che Il poeta Sabartès, o i primi " arlecchini " come l'Arlecchino pensoso e l'Arlecchino e la sua compagna, tutti del 1901, sono lucidi e significativi esempi di una maniera nuova di dipingere.
Affrontano il problema compositivo legato a un gruppo di due figure, strette l'una accanto all'altra, è risolto dando una forte e drammatica compattezza e, allo stesso tempo, ambiguità ai corpi dei due soggetti, a cui non viene negata l'eleganza e insieme il peso dell'arabesco.
Dall'influenza di Toulouse-Lautrec, della sua sicurezza formale e del suo coraggio tematico, quello cioè di mostrare la vera vita notturna della metropoli francese, con i suoi vizi e i suoi personaggi, nascono opere come: L'indovina, il Cancan, La nana, Donna imbellettata.
La tecnica di Picasso è però molto differente: ai campi pieni e larghi di Toulouse-Lautrec, lo spagnolo oppone piccoli tocchi di colore puro disteso e subito grattato via dalla tela, che ha nell'opposizione di toni forti, stesi uno accanto all'altro, un evidente risultato violento, brutale.
Questa pittura è stata influenzata dalla pennellata di
Van Gogh.
Non ancora ventenne, Picasso ha già esposto per la prima volta a Parigi, nel giugno del 1901, una serie di settantacinque tele, pastelli di soggetti per lo più
" spagnolo ", come il picador e L'arena, eseguiti in Spagna e portati con se a Parigi, e altre opere di tema
" parigino", realizzate in Francia (tra questi Boulevard de Clichy, Piazza, Fiera, Longchamp e Le Moulin de la Galette).
la mostra, recensita entusiasticamente da Fèlicien Fagus sulla " Gazette de l'Art ", nonostante non riscontri successo dal punto di vista economico, ha luogo presso la galleria di Ambroise Vollard, presentato a Picasso da Manac.
Vollard è un mercante d'arte considerato da sempre grande amico di pittori scrittori e artisti: Mallarmè, Zola, Jarry, Apollinaire, tra gli scrittori, e Cèsanne(presentato per la prima volta al pubblico proprio da Vollard), Degas, Redon, Bonnard, Rodin, Renoir, tra i numerosi amici del mercante.
La prossima volta vedremo Picasso dipingere incessantemente le notti parigine.
Giorgio Vasari Le Vite
Proemio delle vite.
Furono in Grecia esercitate le sculture con i suoi maggiori artisti: Fidia, Prasitele, Policleto, Lisippo, Pirgotele.
Onorarono gli antichi Greci anche i Romani che diedro alla Pittura una elevata importanza.
Fiorì talmente quest'arte in Roma, che Fabio diede il nome al suo casato e dipingendo delle gesta nel Tempio della Salute e chiamandosi lui stesso Fabio Pittore.
Gli artisti erano considerati uomini liberi, e venivano riconosciute onori e premi dalla Repubblica.
Gli stessi Romani avevano rispetto per le Arti si narra che quando fu conquistata Siracusa Marcello al capo dell'esercito ebbe riguardo di non mettere a fuoco una bella tavola dipinta, la quale fu portata a Roma in trionfo pompa magna.
Si narra che Nicomede, re di Licia, per l'ingordigia di una Venere che aveva realizzato Prasitele, vi consumò quasi tutte le ricchezze dei popoli.
Fece lo stesso si narra di Attalo, che per avere la tavola di Bacco dipinta da Aristide non si curò di spendervi più di sei mila sesterzi.
La nobiltà della pittura non si sa di preciso le origini. Alcuni pensano i Caldei, origini Etiope, altri li danno origini Greghe.
Leon Battista Alberti scrive che era presente all'origine della formazione della civiltà Toscana.
Lo testimonia la sepoltura di Porsena a Chiusi dove tra i sarcofagi Etrushi rimastici non si può identificare quello di Porsenna. Nel 1507 erano stati eseguiti scavi archieologici ed erano state fatte scoperte nell'Ipogeo di Castellina in Chianti e a Vetulonia.
Si trovarono sotto terra tra le mura del Laberinto alcune tegole di terra cotta con figure di mezzo rilievo tanto eccellenti e di si bella maniera.
Vedesi ancora le statue trovate a Viterbo nel principio del ponteficato d'Alessandro VI, la scultura era di grande pregio.
Ma perché le opere dell'antichità Greche e Etiope e dei Caldei sono dubbie l'origine?
ll principio di queste arti è la Natura come modello e per maestro l'intelletto purgatissimo.
L'arte nostra è tutta imitazione della natura,
sapere l'origine delle opere è una nostra esigenza per capire il significato profondo dei simboli.
Poichè il tempo consuma ogni cosa conoscere i posteri ci aiuta a ricostruire il nostro passato glorioso.
Il primo dei poeti si dice esser Omero come le prime figure cominciassero in Roma tardi, e furono come si dice il simulacro di Cerere fatto di metallo dei beni di Spurio Cassio.
Si racconta che il Tempio di Cerere, Libero e Libera, era presso il Circo Massimo e f inagurato da Spurio Cassio nel 490 a. c. Il culto di questi dei (corrispondenti nella mitologia Greca a Demetra, Dionisio e Persefone)fu accolto in Roma in quell'epoca, dopo una carestia. Augusto riedificò il tempio, che fu compiuto sotto il regno di Tiberio.
Continuarono la cultura delle Arti della scultura e della Pittura sino alla consumazione.
I dodici Cesari lasciarono ai posteri gli edifici che tutt'ora si vedono.
Chiara testimonianza le opere di scultura e di architettura che furono fatte al tempo di Costantino in Roma, e particolarmente l'arco trionfale fattogli dal popolo romano vicino il Colosseo, dove si vede che per mancanza di maestri buoni (l'arco fu dedicato a Costantino nel 315 e fu ornato di sculture di età antoniniana), si servirono delle storie di epoca traianea, le sculture realizzate sono goffissime.
Costantino fece fabbricare a Laterano nell'entrata del portico principale(è il Battistero Lateranense edificato sotto il pontificato di Sisto III 432-440)si nota oltre alle colonne di porfido, i capitelli lavorati di marmo, le basi intagliate.
Costantino nel realizzare il " giardino d'Equizio " fece costruire il tempio che poi donò ai sacerdoti cristiani(opera non identificata).
Similmente il magnifico tempio di S. Giovanni Laterano (il Liber Pontificalis assegna la costruzione della basilica di San Giovanni in Laterano a Costantino, che la dotò riccamente).
L'immagine del Salvatore e dei dodici Apostoli d'argento che egli fece fare, furono sculture molto basse e fatte senza arte e con pochissimo disegno(perduti. Si sa che Sisto III li sostituì con altri argenti, anch'essi perduti fin dal tempo del Vasari).
Si ricordano le medaglie con l'effige di Costantino e altre statue fatte dagli scultori di quel tempo che oggi sono in campidoglio(esistono monete con l'immagine di Costantino e alcune medaglie. Nel palazzo dei Conservatori in Campidoglio vi sono i resti di due statue colossali di consoli).
Si nota in queste sculture e nelle medaglie che ancora sono molto lontane dalla perfezione.
L'architettura di questo periodo realizza edifici tutti spogli.
E' noto che il tempio del principe degli apostoli in Vaticano, non era ricco se non di colonne, di base, di capitelli, d'architravi, cornici, porte ed altre incrostature ed ornamenti(l'antica basilica di San Pietro in Vaticano usufruì dei materiali del Circo di Nerone, di cui comprendeva una parte).
Il medesimo si potrebbe dire di Santa Croce in Gerusalemme, la quale fece fare Costantino su preghiera della madre Elena (la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme fu un rifacimento di un'aula del palazzo Sessorianum, presso l'Anfiteatro Castrense).
Lo stesso della chiesa di San Lorenzo fuori delle mura(la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura era composta da due chiese, la più antica costruita da Costantino, l'altra da Sisto III 432-440. Nel XIII secolo Onorio III 1216-1217 riuniti i due edifici.)
S. Agnese fatta da Costantino a richiesta di Costanza sua figliola(si tratta di Santa Costanza, il Mausoleo della figlia di Costantino presso la Basilica di Sant'Agnese).
Si racconta che l'elemento per battezzare la figlia di Costantino era stato realizzato di porfido intagliato di figure bellissime(è il cosiddetto Sarcofago di Sant'Elena del IV sec, ora nei Musei vaticani), e alcuni candelieri di marmo eccellentemente intagliati di fogliami, e d'alcuni putti in basso rilievo che sono veramente bellissimi.
Si evince che al tempo di Costantino la scultura e le altre arti furono rigogliose.
Costantino pose la sede dell'Impero in Bisanzio e condusse in Grecia non soltanto tutti i migliori scultori e fece realizzare molte statue e sculture di pregio inestimabile.
I Cesari che governarono Roma non seppero essere all'altezza di Costantino e la scultura, l'architettura e la pittura andarono di male in peggio.
E ciò forse avvenne, perché quando le cose umane cominciano a declinare e a peggiorare.
Sebbene s'ingegnarono al tempo di Liberio Papa, gli architetti edificarono la Chiesa di Santa Maria Maggiore (la Basilica di Santa Maria Maggiore o Liberiana, da Ppa Libero 352-366 che la edificò, fu completamente rifatta da Sisto III 432-440. Subì restauri e rifacimenti nel XIII secolo) non riuscì loro il tutto felicemente(si allude ai mosaici che sono di epoche diverse: nelle pareti laterale del IV e V secolo, nell'arco trionfale dell'epoca di Sisto III nel V secolo.
30/03/2013
Fonte:
Cortese contributo dell'
Architetto Alessi Baldassare